Lorenzo Guaia:
"(in)fusioni"

dal 13.05.2016 al 29.08.2016

Il tè è la bevanda più diffusa al mondo, con una storia millenaria alle spalle e le cui foglie, e lo stesso infuso, possono essere utilizzati per gli scopi più diversi. L’artista bolognese Lorenzo Guaia lo ha scelto come materia prima delle sue opere. I suoi lavori consistono in tavole di legno quadrate che egli riveste completamente di filtri di tè già utilizzati e quindi consumati, increspati e spiegazzati.

Lungo le pareti della galleria, lavori di piccole dimensioni danno vita a polittici dalle tonalità terrose – dagli ocra, ai verdi, ai marroni – che rimandano alle differenti varietà della bevanda. Alcune opere sono velate in tutto o in parte da uno strato costituito dallo stesso tessuto dei filtri di tè; in altre si scorgono striature di colore rosse o nere; in altre ancora, il supporto costituito dalle bustine diventa un tappeto tattile, morbido, aromatizzato e multicolore sul quale Guaia interviene con raffigurazioni iconiche e stilizzate di bianche tazze da tè.

Queste ultime sono marcate nettamente da grossi contorni neri o rossi e sono rappresentate sia piene e fumanti, sia vuote; capovolte o quasi speculari; sospese e fluttuanti sulla superficie rugosa e, nello stesso tempo, soffice dei filtri per dare vita a ritratti di momenti di vita quotidiani. Infine, sulla parete in fondo allo spazio espositivo, un’opera di grande formato nella quale vediamo un tavolino con appoggiate alcune tazze, due sedie e, in secondo piano, un albero lucido e nero, dalla quale affiora un’atmosfera silenziosa che rinvia a un ricordo e a un momento di riposo legato al piacere del tè.

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