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Stella (Stefania Gagliano)

dal 20.05.2017

Questo corpus di opere è un omaggio a Twin Peaks, la serie cult prodotta da Mark Frost e David Linch che negli anni ’90 paralizzò milioni di americani e persone di tutto il mondo al televisore. Nel 2016, come forse già saprete, è stato preannunciato il ritorno di Twin Peaks con una nuova stagione realizzata 25 anni dopo dallo stesso David Linch. Per l’occasione ritroveremo alcuni dei protagonisti della serie solcati da rughe che un tempo non avevano ma con lo stesso sguardo illuminato dalla scintilla della follia che li caratterizzava. Vorrei proporre il mio ciclo su Twin Peaks in occasione del venticinquesimo anniversario della serie e in concomitanza all’uscita americana della nuova stagione. Sono sicura che la nuova serie creerà un’ eco in tutta Europa e avrà lo stesso potere paralizzante di venticinque anni fa. Partirà dall’America per diffondersi in tutta Europa e richiamerà milioni di vecchi fan e appassionati nonché una schiera di nuove generazioni pronte a provare quell’ansia ancestrale che oggi quasi nessuno è in grado di regalarci.

«Ci rivedremo fra 25 anni», disse Laura Palmer nell’ultimo episodio di Twin Peaks.
E anch’io, 25 anni dopo, vorrei dare il mio contributo.
Sono state fatte molte opere ispirate alla serie tv in passato. In ciò che ho potuto osservare gli altri artisti che si sono rivolti a questa tematica hanno affrontato il fenomeno ponendo l’accento proprio sulla popolarità della serie e creando opere di stampo un po’ “glam”. Io ho desiderato invece accostare l’argomento alla mia ricerca personale. I miei lavori, pur partendo da quell’immaginario, sono introspettivi. Ho ritrovato nei personaggi di Twin Peaks una lungimirante follia, una sorta di schizofrenia, che me li fa sentire molto vicini all’uomo contemporaneo.
Leland Palmer è il buon uomo di famiglia, saldo ai suoi principi, esempio sociale, persona rispettabile, ma dentro di lui scorre il seme della follia, in lui vive un Fred Astaire dei giorni nostri, frenetico, inquieto. Nel buon uomo convive l’animale, la belva feroce, pronta a divorarti, che solo il suo sguardo penetrante e possessivo può tradire.
Gli occhi, gli sguardi, sono uno degli aspetti sui quali mi sono maggiormente soffermata. L’ansia di Sarah Palmer, la sua vulnerabilità, la sua disperazione è sulle prime pagine di molti quotidiani. Il disincantato distacco della signora ceppo cammina lungo i corridoi degli ospedali, nei laboratori di ricerca o nelle lugubri stanze di stanche vecchiette. In una fetta di torta di ciliegie è racchiuso tutto il succoso piacere della lussuria.
Twin Peaks ha dipinto uno squarcio di società contemporanea che potrebbe inglobare almeno in parte ognuno di noi.
Ognuno di noi potrebbe trovare almeno un pezzetto di sé in qualcuno di loro o in uno dei tanti squarci d’America che ci vengono offerti: nelle lande desolate, le lunghe strade, nella corteccia secca di un albero o nel placido lago. Siamo tutti in un modo o nell’altro uno dei folli abitanti di quella piccola cittadina.
Attualmente ho prodotto alcune delle opere che comporranno il mio ciclo.
Ho intenzione di continuare a produrre opere su questa tematica per tutto il 2015, per poter arrivare pronta al 2016 con un corpus di opere sostanzioso ed esporlo al pubblico in parallelo all’uscita americana della nuova stagione.

Stella (Stefania Gagliano)

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