Matteo Zanfi 

Matteo Zanfi,nato a Modena nel 1977, con la sua arte mira tendenzialmente alla riconquista di una scioltezza di tratto di ispirazione post-impressionista, attraverso cromie libere e chiare, eliminando il chiaroscuro accademico, con lo scopo di recuperare la tipica trasparenza e leggerezza della tavolozza, nella riscoperta dei valori luministici.

Quella di Zanfi è una pittura impostata non sul disegno, ma sul colore e sul tono, non sul mestiere ma sulla spontaneità. Le sue sono nuove linee pittoriche e architettoniche in opposizione alla figurazione nuda e cruda. Ritrovando la pittura del “paesaggio” egli relega le figure a presenze simboliche. La tavolozza di Zanfi è di un rigore delicato nella finezza cromatica, di una gamma di tinte primaverili: bianco, grigio, argentati, verdi e azzurri, opachi rossi e rosa, liquidi celestini che si armonizzano in accostamenti di tonalità di un linguaggio intimamente personale, intimità e onestà di forme che ci offrono la consolante testimonianza di una continuità fra arte e poesia.

 

Il discorso moderno dove la natura ha sopravvenuto sulla vita, dove è sufficiente una colomba o una figura  in secondo piano, anonima e spesso senza volto, per dare l'idea dell'infinito e della esiguità dell'uomo nei confronti dell'ambiente che lo circonda, dove gli spazi che sembrano vuoti e silenziosi, si animano di quotidiana routine e di rumori.

Zanfi sembra voler dipingere l'aria, la nebbia e il vento, quelle inconsistenti atmosfere e quel pulviscolo che si riesce a vedere attraverso un raggio di sole che passa dalla finestra e illumina il pavimento della stanza.

 Matteo Zanfi  ha esposto in: 

 dal 07.04.2018 al 30.04.2018

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